Lesioni meniscali: valutazione e trattamento

6 giugno 2009

menischi_tendini_legamenti_del_ginocchioI due menischi sono formazioni fibrocartilaginee, quello laterale viene anche indicato come esterno, quello mediale viene indicato anche come interno. Sono posti tra i condili femorali ed i piatti tibiali, e sono usualmente suddivisi in:

  1. corna anteriori
  2. corna posteriori
  3. corpo centrale

Evitano il contatto diretto tra i capi ossei (condili del femore e piatto..tibiale). Si spostano posteriormente in flessione, ed anteriormente in estensione, contenendo il rotolamento dei condili femorali e seguendoli nello scivolamento: in posteriorità a ginocchio flesso ed in anteriorità a ginocchio esteso. Inoltre hanno anche un ridotto range di rotazione interna ed esterna. Sono divisi da un “pivot centrale” avente funzione di perno. Rispetto al menisco mediale, quello laterale e più piccolo, e poggia su di un piano convesso ove, unito alla convessità del condilo laterale, permette un maggiore movimento.

I menischi sono fissati al piatto tibiale a mezzo delle corna (anteriori, e posteriori). Le corna sono unite dal leg. trasverso (quindi i menischi possono muoversi unicamente all’unisono). I menischi sono uniti alla rotula dalle ali meniscali

Correlazioni di base:

  • il LCM si lega al bordo del menisco mediale
  • il m. popliteo si lega al menisco esterno (punto-d’angolo-posteriore-esterno: PAPE)
  • Il tendine del m. semimembranoso si lega al corno posteriore del menisco mediale (punto-d’angolo-posteriore-interno: PAPI)

Comportano dunque ampliamento della superficie di contatto femoro-tibiale con diminuzione della concentrazione delle forze di carico. L’asportazione dei menischi quindi provoca un aumento del carico diretto pari a circa il 50% con evidenti conseguenze concorrenti a determinare un’usura precoce della cartilagine articolare dando inizio ad un probabile processo artrosico. Hanno infatti un meccanismo di riempimento spaziale, inoltre inducono la diffusionedella lubrificazione superficiale.. Riassumendo le funzioni meniscali le possiamo riassumerein:

  1. funzione statica, assicurando una maggiore congruenza tra i condili femorali e tibiali
  2. funzione dinamica, regolando i movimenti e limitando gl stessi in un range fisiologico
  3. distribuzione dei carichi, assicurando una funzione ammortizzante
  4. nutruzione e trofismo della cartilagine articolare, favorendo la diffusione del liquido sinoviale

RM ginocchio dx_T1LESIONI:

Sono dovute, principalmente, ad un movimento forzato, e non fisiologico del ginocchio, oppure au usura degli stessi. Nel paziente adulto si osservano frequentemente e spesso in corso di attività sportive oppure lavorative. Può trattarsi di uno strappo del menisco, di una fessura, di una lussazione parziale o ancora di una lussazione permanente. Nello sportivo si associano frequentemente ad una lesione del legamento crociato anteriore (LCA). Queste lesioni possono verificarsi maggiormente durante un passaggio rapido e brusco dalla flessione all’estensione delginocchio; il menisco non ha il tempo di spostarsi, uppure viene trattenuno dalle strutture che su di esso inseriscono, come, ad esempio, il tendine del muscolo semimembranoso sul menisco mediale, quando queste risultano in restrizione di motilità, cosicchè viene schiacciato tra il condilo femorale ed il piatto tibiale.

 

TIPOLOGIA DELLE LESIONI MENISCALI

Perché si verifichi una lesione non occorre un rilevante evento traumatico ,il menisco può ledersi semplicemente alzandosi all’impiedi dallo stare in ginocchio.Il menisco trovandosi bloccato fra condilo femorale e tibia tende a fissurarsi piùspesso longitudinalmente. La patogenesi traumatica è riconducibile pertanto a traumi indiretti che provocano un asincronismo tra i movimenti di flesso-estensione del ginocchio e quelli di rotazione della tibia rispetto al femore.

Continue sollecitazioni, e ripetitu microtraumi possono determinare una significativa degenerazione della fibrocartilagine meniscale:

  • mixoide
  • condroide
  • fibrinoide

ciò costituirebbe un fattore predisponente ad una successiva, e eventuale rottura. In letteratura vengono descritte diverse tipologie di lesione meniscale, in questa sede verranno sintetizzate le più comuni con relativa meccanica lesionale:

Perchè si verifichi una vera lesione occorre effettuare un movimento di rotazione della gamba, essendo spesso il piede fortemente piantato al suolo. Quando una od entrambe queste strutture, rimangono costrette, durante un movimento abnorme o controfisiologico, tra il femore e la tibia vengono contuse o lacerate. In genere i gesti controindicati si riassumono in un movimento dalla flessione alla estensione del ginocchio:

  1. brusco
  2. rapido
  3. improvviso
  4. scordinato

Se al movimento estensorio si associa una rotazione controlaterale tibio-femorale:

  • può lacerarsi il corno posteriore del menisco mediale
  • possono essere lese i tessuti di contatto tra capsula articolare e menischi

L’80-90 % delle lesioni risultano essere a carico del menisco mediale. I motivi per cui il menisco mediale è più frequentemente sede di lesioni possono essere così elencati:

  • minore mobilità dovuta alle sue connessioni con la capsula ed il legamento collaterale interno
  • catena moscolare posteriore, specificatamente m. semomembranoso, accorciata
  • maggior frequenza del meccanismo traumatico in rotazione esterna
  • maggiore cadico dovoto alla congruenza delle linee di forza sia ascendenti che discendenti (carico dinamico, forza di gravità, forza di reazione al suolo)
  • minore resistenza dovuta ad un minore spessore rispetto al laterale

ESAME OSTEOPATICO OBIETTIVO

Questo si basa su una iniziale osservazione\palpazione della regione anatomica mirata ad individuare possibili versamenti emato-siniviali, semplici e codificate manovre atte ad evidenziare possibili sofferenze che denotano una più o meno probabile lesione, e test di mobilità atti a localizzare eventuali restrizioni motorie. Nel dubbio tale valutazione può essere confermata a mezzo di indagini strumentali.

  • Osservazione. Tesa alla ricerca visiva di zone arrossate, rigonfie, e visibilmente asimmetriche
  • Palpazione preliminare. Tesa alla valutazione termica della zona oggetto del trauma
  • Ballottamento rotuleo. Esercitando una pressione sulla rotula verso il basso si ricerca un’arresto brusco della stessa (contro la troclea femorale). Tale segno è indicativo della presenza di un versamento consistente determinato dall’irritazione del menisco leso sulla membrana sinoviale. Se il versamentoè modesto, il ballottamento della rotula potrà anche non verificarsi.
  • Palpazione della rima articolare. A paziente in decubito supino con il ginocchio flesso a circa 90° si percorre l’emirima mediale e laterale dell’ articolazione femoro-tibiale in corrispondenza dei due menischi, alla ricerca di eventuale dolorabilità, la quale indicherà una sospetta lesione meniscale.
  • Iperestensione del ginocchio. Tale manovra evoca dolore a livello dell’emirima corrispondente al menisco leso.
  • Test di rotazione femoro-tibiale. Viene eseguito con il ginocchio in flessione, ruotando il piede medialmente e lateralmente. Le dita del terapeuta applicate sull’interlinea articolare avvertiranno uno scatto, in caso di lesione (in particolare inpresenza di una lesione del corno posteriore del menisco). La manovra può evocare anche un sensibile dolore
  • Test del valgo-varo. Questo test può essere anche abbinato al precedente, ed e teso alla ricerca di eventuale assenza del movimento antero-posteriore del menisco in esame. Il terapeuta imprime una forza in varo, o in valgo (asseconda del menisco esaminato) al fine di aprire l’emirima articolare

TRATTAMENTO OSTEOPATICO DELLE LESIONIMENISCALI

La terapia, ovviamente applicabile in caso di lesioni e non fratture mirerà ad ottenere:

  • Riduzioine dell’edema
  • Riduzione della sintomatologia dolorosa
  • Ripristino della mobilità articolare (sia micro che macro)
  • Ripristino della funzionalità articolare in relazione alle altra strutture

Ciò verrà effettuato a mezzo di tecniche manipolative prettamente funzionali, ove il trust viene raramente utilizzato. Molte tecniche bterapeutiche possono venire somministrate anche in fase analitica. Difatto sono molte le indagini osteopatiche fruibili, dal terapeuta, anche come trattamento. Il ripristino strutturale in genere risulta immediato, più longo sarà il percorso terapeutico teso all’individuazione, ed alla correzione del meccanismo (ovvero la causa) lesionale.

TERAPIA CHIRURGICA

Nel caso di persistenza dei disturbi relativi al menisco, una volta accertato che la lesione risulta relativa ad una frattura, l’ultima strada percorribile è la soluzione chirurgica. Il trattamento delle fratture meniscali è oggi quasi esclusivamente artroscopico. Tali gravi lesioni, dal punto di vista anatomo-patologico possono essere distinte in:

  1. Fratture longitudinali
  2. Fratture a manico di secchio (dovute ad una estensione in avanti di una frattura longitudinale posteriore. Quando il manico , lussato, va ad interporsitra il condilo femorale ed il piatto tibiale, si determina il blocco articolare)
  3. Fratture orizzontali
  4. Fratture radiali
  5. Lembi o flap meniscali ( estensione verso il bordo meniscale libero di una lesione longitudinale)
  6. Disinserzione menisco-capsulare (si tratta di un alesione situata in una zona vascolare, quindi passibile di trattamento mediante sutura meniscale. E’ spesso associata a rottura del L.C.A.)

Oggi la chirurgia meniscale artroscopica si limita, fortunatamente, all’asportazione della porzione meniscale lesionata, viene, quindi, rimossa solo la parte che, interponendosi in maniera anomala tra condilo femorale e piatto tibiale, determina la sintomatologia clinica dolorosa. ll vantaggio della tecnica artroscopica è la sua minor invasività, ma rimane pur sempre un intervento chirurgico teso all’asportazione di tessuto e, di conseguenza, modifica della funzione base di quell’articolazione.

RIPRISTINO DELLA FUNZIONE E DELLA RESISTENZA MUSCOLARE

Tale lavoro verrà sviluppato, successivamente in palestra, da un personal trainer, ovviamente coadiuvato dalle indicazioni dell’Osteopata, oppure del Medico. Il programma dovrà tendere al ripristino fisiologico della naturale lunghezza muscolare, in special modo IPT e muscoli della zampa d’oca. Allo stesso tempo dovrà essere mobilizzata l’articolazione sotto carico (naturale) per poi procedere al vero rinforzo muscolatre dei muscoli flessori del ginocchio. Non dovranno mancare esercizi di tipo propriocettivo onde stimolare il sistema vestibolare e ripristinare un corretto equilibrio sia statico che dinamico (OMEOSTASI tonico-posturale).


blog: http://francescobarbato.blog.com

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42 Risposte to “Lesioni meniscali: valutazione e trattamento”

  1. elisa said

    buonasera,credo di avere questo problema.sono andata in visita,ma è possibile diagnosticare la lesione senza esami clinici ulteriori?

    • Cara Elisa.
      Di regola un buon diagnosta dovrebbe riuscure ad intuire la causa di eventuali lesioni, o disfunzioni di questa articolazione attraverso dei test specifici. Ovviamente resosi conto di una eventuale gravità potrebbe indirizzare i paziente ad una indagine strumentale al fine di conprovare quanto da egli appreso in sede di screening.

  2. Angelo said

    Ho fatto una RMN ed è risultato che ho una lesione, cito testualmente: “Lesione a manico di secchia del menisco mediale con ribaltamento intercondiloideo di frammento meniscale” gin. sx. Vorrei sapere, dopo l’intervento quanto tempo dura la riabilitazione, nel senso dopo quanto tempo potrò ritornare al lavoro? E cosa significa, e solo un frammento, quindi conservo una parte del menisco? Grazie

    • Gentile Angelo

      Una domanda
      per caso hai subito tale trauma giocando a calcio? magari dando un calcio a vuoto?
      La tua è una lesione, spesso riscontrata in tali situazioni, relativa ad una poca elasticità degli IPT, semimembranosi in particolare. Quasi tutti gli interventi del genere tendono a conservare la maggio parte di tessuto meniscale possibile riducendo in tal modo i tenpi di recupero, e mantenendo una duscreta funzionalità. Ti suggerisco a prognosi esaurita di operare un programma di recupero funzionale:

      mobilizzazione tesa al recupero dei micromovimenti del ginocchio
      stretching dei muscoli flessori del ginocchio con occhio particolare anche a quelli relativi alla zampa d’oca
      lavoro isometrico si muscoli estensori del ginocchio
      lavoro concentrico (specialmente negli ultimo 30° di estensione) dei muscoli estensori del ginocchio
      lavoro propriocettivo
      Lavoro eccentrico sui muscoli estensori del ginocchio

      Un trainer competente in materia, dietro indicazioni mediche, ti sarà di sicuro aiuto. Comunque nessuno meglio del tuo medico di fiducia potrà delucidarti in merito.

      • Angelo said

        NO. In verità nel 2006, cadendo dal motorino mi ruppi l’LCA, e mi sono operato. Qualche settimana fà, ho avvertito un cedimento al ginocchio sx con forte dolore, l’ortopedico mi ha prescritto una RMN e questo è il referto: Si osserva fibrosi reattiva del corpo di hoffa e in corrispondenza della camera anteriore con marcati artefatti ferromagnetici in corrispondenza della gola intercondiloidea da esiti di intervento di ricostruzione del legamento crociato anteriore. Regolare morfologia delle strutture ligamentose di rinforzo capsulare. Lesione a manico di secchia del menisco mediale con ribaltamento intercondiloideo di frammento meniscale. Fibrocartilagine meniscale laterale di normale morfologia e segnale.
        In esiti di ricostruzione del legamento crociato anteriore il neolegamento appare deflesso e discontinuo. Utile correlazione clinica. Apprezzabile da inserzione ad inserzione il legamento crociato posteriore esente da alterazioni del segnale. Discreto versamento intraarticolare. Rotula in lieve iperpressione esterna.” Non ho avuto nessun trauma particolare. E’ possibile che la rottura dell’LCA di qualche anno fà abbia potuto influire sulla rottura del menisco? In attesa di una Vostra cortese risposta, porgo cordiali saluti.
        P.S. Mi può spiegare anche il referto suesposto? Grazie

  3. eleonora pratici said

    Buona sera,
    Ho letto il vostro sito e lo trovo molto interessante…
    A questo proposito vorrei chiedere un’opinione su una lesione meniscale che mi è stata diagnosticata circa un mese fa.
    Circa un anno fa ho preso una forte distorzione al ginocchio che sembrava essersi risolta ma dopo diversi mesi avvertivo dolore al ginocchio, alle volte blocchi durante una semplice camminata e molti scrosci articolari e per questo motivo il medico ortopedico mi ha prescritto una RM.
    Il risultato è stato il seguente:
    Lesione composta centrale a decorso orizzontale del corno posteriore e corpo del menisco mediale.Aspetto degenerativo del menisco laterale.Modesto versamento articolare senza alterazione dei legamenti crociati assenza di cisti poplitee.
    Normali tendini e segmenti ossei.
    Vorrei sapere se in questo tipo di lesione è indicato l’intervento chirurgico e quali sono le conseguenze se non dovessi effettuare l’intervento stesso.
    Vi rigrazio molto dell’attenzione.

    • Gentile Eleonora
      Innanzitutto ti ringrazio per l’apprezzamento rivolto ad i contenuti del mio blog. Per quanto concerne il tuo problema, che che una esauriente risposta potrebbe dartela solo il tuo Ortopedico. Per quel che riguarda la mia esperienza, e l’intervento, e l’astinenza da esso possono comunque portare delle problematiche, anche se diverse. Ne caso tu decidessi di non operarti, ovvero in assenza di frammentazione o lesione estesa del menisco mediale, dovresti praticare un training di recupero e rinforzo dell’articolazione interessata:

      Stretching della muscolatura posteriore della coscia (con particolare interessamento del semimembranosi, che dovresti allungare con intensità modereta e crescente) e dell’intera catena postero-laterale, includendo anche i muscoli appartenenti alla zampa d’oca.
      Rinforzo (prima isometrico, poi concentrico negli ultimi 30° di estensione, poi eccentrico) della muscolatura estensoria del ginocchio.
      Propriocezione da destabilizzazione (prima bipodalica, poi monopodalica)

      Ricorda poi che dovrai mantenere tono e funzionalità sempre. Nel caso di frequenti blocchi della mobilità articolare, è possibile che siano dovuti a frammentazione o lussazione di una porsione meniscale menisco interessato. In tal caso sarebbe, a mio esperenziale giudizio, da prendere in considerazione l’intervento chirurgico. Dopo il quale dovresti comunque pensare ad un programma di recupero funzionale 8ovviamente dopo aver svolto l’attività terapeutica. Ovviamente quanto ti dico riferisce ad una generale casistica valutata nel corso degli anni, e ricorda che ogni caso e a se.
      Sperando di esserti stato di aiuto, ti saluto cordialmente

  4. armando said

    Salve, un paio di mesi fa ho avuto problemi al ginocchio, e dalla risonanza ho: lesione longitudinale, dal profilo inferiore al muro, del corpo posteriore del menisco mediale. Lieve tendinopatia prossimale del rotuleo. è grave? devo operarmi per guarire? mi occupo di impianti elettrici quindi il mio ginocchio si piega e si raddrizza continuamente.cosa posso fare? Grazie mille in anticipo

    • Gentile Nando

      L’intervento dovrebbe essere valutato dal tuo medico di fiducia, o comunque da un ortopedico. Quello che posso dirti è che probabilmente la lesione del menisco mediale ha avuto concausa in una rigidità della muscolatura posteriore della coscia (in particolar modo il muscolo semimembranoso), e che la lieve tendinopatia del rotuleo potrebbe evincersi dalla tua attività professionale. Il mio consiglio, a prescindere dall’eventualità dell’intervento, è di allungare i muscoli flessori del ginocchio, ed estensori dell’anca (facendo molto stretching) e di rinforzare, in maniera graduale, i muscoli estensori del ginocchio. Un buon personal trainer potrebbe, coadiuvato dalle indicazione del medico, esserti di aiuto.

      Sperando di esserti stato utile

  5. Nicola said

    buonasera,intanto complimenti per il suo blog…
    Ieri giocando a calcetto ho ricevuto una spinta e cadendo ho sentito come un forte strappo alla parte sinistra accanto alla rotula…adesso cammino però ogni tanto mi cede la gamba…può essere qualcosa dovuto al menisco? se si ci sono modi per evitare l’intervento? cordiali saluti
    Nicola

    • Gentile Nicola.

      Innanzitutto io mi rivogerei ad un medico di fiducia, onde escludere incidenze legamentose. Nel caso in cui uno dei menischi sia coinvolto, dovrebbe essere empre il tuo medico a valutarne l’operabilità. Per esperienza posso dirti che nel caso di lesioni, poco apprezzabili, sia a carico dei menische che dei legamenti, spesso un valenta programma di stretching, rinforzo, e propriocezione, da apprezzabili risultati.

  6. stefano said

    buona sera, complimenti per il blog che trovo utile e chiaro nelle risposte.Le vorrei porre all’attenzione la mia diagnosi da RMN.”in lieve atteggiamento di sublussazione sul versante di carico la porzione di passaggio corpo-corno del menisco mediale.Lieve condizione edemigena del terzo prossimale del LCM come per distrazione di grado lieve.Rotula sostanzialmente in asse.Quota fluida intra-articolare espressione di sinovite reattiva più evidente in sede retrorotulea.Fine aumento di spessore delle settature del corpo adiposo di Hoffa.Normalità delle componenti del pivot centrale e del LCE”.In base alla sua esperienza la cosa è risolvibile con fisioterapia o con la chirurgia? Grazie e di nuovo complimenti

    • Gentile Stefano

      Casistiche come quella che mi descrivi, le ho riscontrate, maggiormente in calciatori e praticanti il gioco del calcetto. In base a quella che è la mia esperienza sul campo, dinamiche simili soro riferibili ad una eccessiva ed incontrollata distensione del ginocchio (come dare un calcio a vuoto). La maggior parte dei medici sono restii alla chirurgia in caso di lesioni minime, ti suggerisco comunque una visita fisiatrica e\o ortopedica. Nel caso in cui il tuo medico di fiducia escluda, come probabile, l’intervento chirurgico, potrebbe prescriverti delle terapie (fisioterapiche) strumentali anti-infiammatoria (tipo tecar o laser). In tal caso, potresti, a mio avviso, praticare, della ginnastica compensativa mirata principalmente ad allungare la muscolatura posteriore delle cosce, e rinforzare quella anteriore (in questo caso un personal trainer esperto potrebbe esserti di aiuto

  7. Ciro said

    Salve dottore, vorrei chiederle alcune informazioni. Dopo essermi sottoposto ad RMN l’esito è il seguente:
    -Segni di disinserzione capsulare a carico del menisco esterno; nei limiti della norma, per aspetto e segnale, le cartilagiani meniscali.
    altri segnali negativi nn ci sono. In poche parole avrei una lesione meniscale esterna con interessamento cistico. Ho consultato l’ortopedico, è ho deciso di operarmi (19/10/10)…. L’intervento avverrà in artroscopia con anestesia locale o spinale? dopo recupererò la funzionalità completa del ginocchio? che terapie dovrei effettuare dopo? quanto tempo dovrò stare a riposo? Grazie x una sua gentilissima risposta e complimenti x il suo blog.

    • Gentile Ciro
      Per quanto concerne l’anestesia, dovrà essere il medico a valutare la cosa tenendo presente diversi fattori come età, condizioni generali di saluta, durata dell’intervento, ecc, anche se per interventi del genere si è molto più propensi ad una locale. Per quel che riguarda la terapia postuma, sarà stesso il chirurgo, in accordo con l’ortopedico (qualora fossero persone distinte) a stabilirla. Quel che ti posso suggerire è di non trascurare la fase di rieducazione (cosa che potrai sicuramente svolgere anche in palestra). mirata principalmente allo stretching dei muscoli posteriori della coscia, al rinforzo (principalmente isometrico) degli estensori del ginocchio, ed alla propiocezione, ovviamente non va trascurata la caviglia ed il bacino. Rivolgiti ad un operatore esperto in questo genere di cose.

  8. leonardo said

    Il mese scorso ho subito un trauma da sinistro stradale, qualche giorno fa l’esito della RMN:
    “iniziale restringimento dell’emirima articolare femoro-tibiale mediale con iniziali fenomeni degenerativi del menisco interposto a livello del corno posteriore. Il legamento crociato anteriore appare assottigliato. Minima quantità di versamento è visibile a livello del recesso superoesterno. Abbondante quantità di versamento si osserva in sede retrojugale. Fenomeni congestizi a carico della camera anteriore.”
    Cosa devo fare?
    Grazie

    • Gentile Leonardo.
      Da quanto mi descrivi la cosa mi appare più di competenza medica piuttosto che osteopatica. Quello che posso suggerirti è di operare un programma di recupero, da sviluppare dopo la terapia ortopedica, mirato allo stretching dei muscoli della coscia (specie i posteriori) e rinforzo isometrico a principio degli stessi (specie gli estensori) senza trascurare una rieducazione propriocettiva dell’articolazione.

  9. Agostini Daniela said

    Cortesemente desidererei una sua valutazione su quanto evidenziato da una RM GINOCCHIO DX.
    descrione:
    Fenomeni involutivi interessano le fibrocartilaggini meniscali con atteggiamento in sublussazione sul versante di carico della porzione di passaggio corpo-corno del menisco mediale. abbondante quota fluida intraarticolare espressione di sinovite reattiva che si estende cranialmente nel recesso sottoquadripitale. Importante distensione fluida della borsa del gastrocnemio-semimembranoso. Normalita’delle componenti capsule-legamentose. Rotula sostanzialmente in asse ai gradi di flessione esaminati. Minima borsite prerotulea.

    • Gentile Daniela

      Il mio suggerimento è di sottoporre comunque l’esito dell’indagine al tuo ortopedico di fiducia, tale da avere anche un riscontro obiettivo. da quel che leggo, oltre ad una situazione infiammatoria alquanto diffusa, dovrebbe evincersi anche un problema meccanico al menisco mediale, cosa che un buon osteopata, ed un buon programma di stretching mirato alla muscolatura posteriore della coscia, dovrebbero lenire. Per quanto concerne l’infiammazione dovresti chiedere al tuo medico onde evincerne la probabile causa e stabilire la più idonea terapia.

  10. Agostini Daniela said

    gentile dottore,ringraziandola cortesemente,la informo che:oltre al suo consulto telematico sono stata visitata da altri due ortopedici,il primo mi ha prescritto 20 sedute di:Magnetoterapia,Tens,e Rieducazione motoria,oltre a 3 punture di acido ialuronico.Terapia che ho eseguito,ma che mi hanno portato solo dei lievi miglioramenti.
    il secondo dopo aver letto il foglietto della RMN non avando il computer per leggere il dischetto e avendomi controllato con le mani il ginocchio mi ha detto che ho il menisco rotto e mi devo operare.Essendo un ortopedico del S.GIOVANNI ADDOLORATA si e’ preso i miei dati dicendomi che mi metteva in lista d’attesa per l’intervento.(il mio dubbio adesso e’:questo benedetto menisco e’ rotto o no’?)come mi devo comportare. la ringrazio cordialmente

  11. francesco said

    l’esame RM ha documentato esiti di disenserzione menisco-capsulare interna con alterazione dell’intensità di segnale a livello della fibrocartillagine meniscale del corno posteriore su base degenerativa senza sicure immagini attribuibili a fissurazione. Non sono evidenti elementi di rilievo a carico della fibrocartilsgine meniscale esterna. Lieve ispessimento del legamento collaterale interno in sede inserzionale in esiti distrattivi. Nei limiti il menisco esterno e i legamenti crociati. Non significativo versamento fluido endoarticolare. Piccola cisti di Baker. Iniziali segni di gonoartrosi.
    Che significa, mi devo operare?

    • Gentile Francesco

      Per quello che riesco, sommariamente, a comprendere da quanto mi riporti, nonostante non vi siano lesioni dirette al menisco, il tuo ginocchio potrebbe risultare leggermente instabile con il rischio di sovraccaricare le altre strutture capsulari. Ti suggerisco innanzitutto di chiedere il parere di un ortopedico, di provare ad irrobustire la muscolatura estensoria del ginocchio (isometricamente), e contestualmente allungare quella flessoria. In un secondo momento dovresti, a mio giudizio, anche praticare degli esercizi propriocettivi da destabilizzazione. Ovviamente chiedi parere al tuo medico, e fatti seguire da un trainer esperto qualora si evinca la possibilità di un recupero funzionale.

  12. Luigi said

    Salve, io gioco a calcio e appena comincio a correre avverto un forte dolore al ginocchio, sono andato dal mio medico curante e mi ha riscontrato una lesione al menisco mediale. Ora sono in attesa di ricevere i risultati della RMN, ma secondo voi posso continuare ad allenarmi?

    • Cari Luigi
      Se avverti dolore, dovresti, a mio giudizio, sospendere gli allenamenti e dedicati principalmente allo stretching delle catene posteriori (con particolare attenzione agli IPT). In un secondo momento dovresti iniziare unh programma di stabilizzazione e rinforzo del ginocchio (magari attraverso esercizi isometrici). In fine potresti dedicarti ad un lavoro propriocettivo alla deambulazione, alla corsa, ed al gesto atletico. Un personal trainer esperto in questo genere di lavoro potrebbe esseri di aiuto. Ovviamente chiedi sempre prima il parere del tuo medico di fiducia

  13. Luigi said

    La ringrazio per avermi risposto.

  14. emanuele said

    ho una lesione di 1 grado a livello del corno posteriore del menisco interno,lesione distrattiva di basso grado del legamento collaterale interno e piccola quota di versamento articolare.vorrei sapere cosa devo fare per un perfetto recupero fisica,HO 30 ANNI

    • Gentile Emanuele
      Essendo la cosa di competenza ortopedica,m dovresti rivolgerti al tuo medico di fiducia. Quanto posso dirti si esaurisce nel cercare di allungare la muscolatura posteriore della coscia, di rinforzare (isometricamente) la muscolatura anteriore e di cercare di stabilizzare l’articolazione mediante training propriocettivo (un personal trainer esperto potrebbe esserti di aiuto).

  15. Luigi said

    Salve ho ottenuto i risultati della R.M. che sono:§
    Disomogeneità intensitometrica del corpo adiposo di Hoffa con espessimento delle pliche sinoviali.
    Modico versamento intra ed extra-articolare.
    Nella norma i caratteri intensitometrici dei menischi.
    Legamento crociato anteriore assottigliato e disomogeneo
    Legamento crociato posteriore senza alterazione intensitometriche.
    Ispessimento ed iperintensità in T2 della sinovia della retrorotulea.
    C.:Distrazione con sfibrillamento del crociato anteriore, sinovite essudativa.
    Aspetto una vostra risposta, la ringrazio anticipatamente, cordiali saluti!

  16. alessandro said

    Buonasera, vado in palestra regolarmente 3 volte alla settimana. Da circa 10 gg ho un tormento al ginocchio dx-
    il dottore mi ha prescritto una RMN. Con la seguente diagnosi “assotigliamento del corpo meniscale esterno come da lesione di 1 grado. Minimo versamento intrarticolare e nella borsa retropatellare. Alterazione del segnale a livello dell’inserzione prossimale del gemello mediale con esile falda di versamento sottofasciale da esiti di lacerazione parziale”
    Ho prenotato per andare a sciare la prima settimana di marzo. E’ meglio che disdica la prenotazione o potrei recuperare?
    Grazie saluti

    • Gentile Alessandro
      Io valuterei assieme al tuo medico l’opportunità di sciare, ma la vedo difficile) nel frattempo prova a sospendere in palestra gli esercizi di carico per gli arti inferiori (compresa la corsa) sostituendoli con dello stretching per la muscolatura flessoria del ginocchio ed adduttoria dell’anca rinforzando quella estensoria (quadricipiti).

  17. ivana silla said

    caro dottore il suo blog ispira fiducia e per me è cosa rara nell’approccio col medico.Venti gg indietro in una buca stradale il mio tallone si è incastrato e ha obbligato il mio ginocchio ad un movimento innaturale come se si stendesse la parte posteriore della gamba. ho 60 anni e non ho mai avuto problemi di salute.la RMN dice “Alterazioni degenerativo artrosiche pluricomportamentali con millimetrica intrusione sinoviale in sede tibiale e area di sofferenza dell’osso sub-condrale rotulea. Disomogeneità, su base degenerativa,delle fibrocartilagini meniscali, in particolare a livello del menisco laterale, ove si apprezza parcellare perdita di sostanza del corno posteriore sul versante articolare tibiale.Indenni da lesioni i legamenti del pivot centrale e le strutture capsulo-legamentose.Sinovite reattiva con quota fluida nei recessi sottoquadricipitale e perimeniscali” La prego di darmi una sua impressione: non vorrei subire un intervento e se possibile seguire una terapia anche se pazientemente.Grazie e ancora complimenti.

    • Gentile Silvana
      La ringrazio per i complimenti, il mio blog nasce proprio per essere uno spazio informativo aperto a tutti. devo però informarla di non essere un medico, e di conseguenza non ho la possibilità di esprimermi in merito all’eventualità di un intervento chirurgico. Nella mia piccola esperienza di osteopata e di personal trainer ho, però, spesso avuto a che fare con casistiche simili, pertanto ritengo che che la sua condizione sia preesistente e che piccoli versamenti intra-articolari siano nella norma (evidentemente l’evento traumatico ne ha accentuato quantità e di conseguenza dolorabilità). provi a praticare dello stretching inerente la muscolatura posteriore della coscia ed a rinforzare isometricamente i quadricipiti (un trainer esperto potrebbe esserle utile). Ovviamente non trascuri di chiedere un parere al suo medico di fiducia, e valutare quindi l’opportunità di procedere con un approccio inizialmente meccanico piuttosto che chirurgico.

  18. achille said

    Dott.Barbato innanzitutto complimenti x la sua professionalità nel trattare gli argomenti. Ho 46 anni ed a causa di un brusco movimento sono stato fermo per un 1 settimana senza camminare. Due mesi dopo,ho fatta una risonanza magnetica e l’esito è stato il seguente: rima di lesione a decorso obliquo a livello del corno posteriore del menisco mediale, a partenza dal muro posteriore sino al versante articolare tibiale. Concomita sofferenza ossea suncondrale a carico del piatto tibiale interno. Nel cavo articolare è presente un impegno reattivo sinoviale con associata modica quota fluida in sede infrarotulea.Che ne pensa?

    • Gentile Achille

      Grazie innanzitutto per i complimenti, sempre bene accetti e stimolanti nel procedere con questo progetto. A quanto mi dici credo che la tua lesione, potrebbe dipendere (essere stata cagionata) da una eccessiva tensione della muscolatura posteriore delle cosce, che inficiando la meccanica meniscale, a lungo andare, potrebbe aver dato terreno fertile alla rottura. Ovviamente nessuno può indirizzarti meglio del tuo medico di fiducia, al quale ti suggerisco di rivolgerti. In accordo con quest’ultimo potresti praticare dello stretching mirato alla catena muscolare posteriore ed un programma di rinforzo isometrico della muscolatura estensoria del ginocchio.

  19. domenico said

    caro dottore ho trovato il suo blog per caso e l’ho trovato interessante e degno di fiducia,desidererei che lei mi desse un parere sull’esito di una RMN del mio ginocchio destro,ho 50 anni, grazie
    Lesione del passaggio corpo-corno posteriore del MI, lesione da slaminamento orizzontale della struutura meniscale del corno posteriore del MI, minimi fenomeni involutivi nei restanti distretti meniscali.
    Inziali segni di sofferenza condro-sub-condrale delle superfici di carico delle femoro-tibiale interna. Lievi fenomeni reattivo-sinoviali peri-tendinei del LCA che tuttavia conserva il suo spessore e le sue inserzioni.Conservate le angolazioni e le inserzioni del LCP. Tenue ispessimento cicatriziale del collaterale mediale, integro il LCL.Iperpressione della faccetta patellare esterna rispetto ad una troclea femorale dalle scarse capacità contenitive ( piattismo trocleare congenito), si associano segni di discreta condropatia della cartilagine articolare femoro-rotulea.Falda di versamento sinoviale nei recessi superiori rotulei superiori che si estende alla rampe condiloidee.

    • Gentile Domenico
      Ti ringrazio per il gradito complimento. In merito a quanto mi racconti, ritengo che il tuo caso sia prettamente di competenza ortopedica piuttosto che osteopatica. Sicuramente il “deficit trocleare congenito” ha avuto un ruolo principale nell’evolversi del problema, anche se, per quanto possa la mia esperienza esserti di aiuto, ti suggerisco di praticare tanto stretching alla muscolatura posteriore della gamba, della coscia, e della schiena, al contempo, quando la sintomatologia lo permetterà, rinforzare isometricamente la muscolatura estensoria del ginocchio. Ti suggerisco inoltre di valutare l’opportunità di un esame baropodometrico da sottoporre in seguito al medico che ti ha in cura. ovviamente nel caso tu decida di iniziare un programma di recupero motorio dovrai chiedere parere allo stesso medico.

  20. tonino said

    Buona sera Dottore
    da poco mi sono collegato al suo sito e lo trovo molto interessante e competente, per tale motivo Le voglio porre in visione per una sua valutazione, il mio problema. Ho 50 anni e dalla R.M.N. effettuata in data 14.04.2009 sia al ginocchio dx che al sx mi è stata riscontrata nel primo:”Fenomeni degenerativi del corno posteriore del menisco mediale”; nel secondo ” rottura del corno posteriore del menisco mediale”. E’ consigliata un operazione per continuare a correre? La ringrazio anticipatamente per il suo prezioso suggerimento.

    • Gentile Tonino
      Grazie innanzitutto per il gradito complimento. All’esito della prima indagine, probabilmente con del sano stretching ed un rinforzo mirato avresti evitato la rottura. L’intervento non è sempre necessario, ma questo dovrebbe valutarlo il tuo medico di fiducia. Qualora si ritenga non necessaria l’azione chirurgica, prima di riprendere l’attività fisica dovresti rinforzare e stabilizzare l’articolazione con stretching della muscolatura flessoria del ginocchio ed estensoria dell’anca, al contempo rinforzo isometrico della muscolatura estensoria del ginocchio.

  21. anna said

    vorrei sapere cortesemente come mai a distanza di duemesi dallintervento artroscopia laterale menisco destro esterno adesso avverto dolori lancinanti akl ginocchio interno laterale, ho paura che non sia stata fatta bene, aiutatemi a capire sono disperata, grazie anna

    • Gentile Anna
      per esperienza posso dirti che i post-operatori sono sempre diversi ed imprevedibili. Ritengo che una RMN riesca a fare maggiore chiarezza, anche se, come per tutti gli interventi di questo genere, un carico funzionale sul menisco rimanente è inevitabile. Consulta il tuo medico di fiducia, sicuramente potrà esserti di aiuto. Nel frattempo, con il parere favorevole del tuo medico, non trascurare esercizi di stretching per la muscolatura flessoria del ginocchio ed estensoria dell’anca, rinforza gradualmente la muscolatura estensoria del ginocchio (magari con esercizi isometrici).

  22. elettra said

    Salve dottore,
    ho 22 anni e circa a Novembre sono caduta dalle scale sul ginocchio destro. Dopo qualche giorno il male è passato e sono tornata a camminare normalmente. A Febbraio ho incominciato ad andare in palestra dove il massimo dello sforzo è stata una camminata veloce. Risultato da quel giorno non riesco quasi più a camminare.
    Ho fatto dei controlli ma è un dolore strano a cui non so dare una precisa posizione: è una fitta interna che va dalla parte inferiore interna del ginocchio fino alla parte superiore esterna (soprattutto quando piego la gamba in sospensione). Ma al tatto dell’ortopedico mi faceva molto male solo il menisco (tra l’altro come il menisco sinistro).
    Ho fatto il laser sul ginocchio per 2 settimane ma il male non è passato, anzi.
    Ho effettuato una RM, dalla quale risulta tutto regolare tranne questa voce “ALTERAZIONI DI SEGNALE A CARICO DEL CORNO POSTERIORE FIBROCARTILAGINE MENISCALE MEDIALE IN RAPPORTO AD INIZIALI FENOMENI DEGENERATIVI” cosa significa? l’ortopedico continua a dire che non si capisce cosa sia, ma io non cammino da quasi due mesi! la prego mi aiuti!
    La ringrazio in anticipo e le porgo dei cari saluti.
    Elettra

    • Cara Elettra
      Probabilmente il trauma di cui mi racconti potrebbe aver innescato tutta una situazione di alterazione della meccanica del ginocchio, cosa che ha avuto a manifestarsi quando hai camminato sul tapis roulant (che in effetti è una camminata “falsata”). Potresti rivolgerti ad un osteopata onde valutare, ed eventualmente correggere, la mobilita del menisco mediale in relazione al condilo femorale, nonchè la funzionalità dell’articolazione tibio-peroniale. Nel frattempo ti suggerisco di praticare dello stretching relativo a tutta la catena posteriore, in special modo IPT (muscolatura flessoria del ginocchio ed estensoria dell’anca), ed ai flessori dell’anca (psoas-iliaco). In un secondo momento potresti provare a rinforzare la muscolatura estensoria del ginocchio (con particolare attenzione al vasto mediale). Ovviamente prima di intraprendere un programma del genere, chiedi il parere del tuo medico di fiducia, e nell’eventualità affidati ad operatori competenti.

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