Le adulterazioni, o vizi, dell’omeostasi posturale rappresentano una diffusa causa di algia del rachide cervicale. Un’attenta analisi obiettiva ed un valutazione clinica possono essere adatti all’attuazione di una diagnosi, osteopatica in tal caso, a scapito di successive indagini strumentali. Ovviamente sono da tener presenti anche eventuali ingerenze anatomiche e/o viscerosomatiche che, come evidente dalle immagini riportate, rendono la struttura umana un continuum tra soma e viscere sia in statica, che in dinamica:

STATICA

Catena inspiratoria (immagine 1): agisce sulla meccanica respiratoria grazie all’azione del Diaframma e dei muscoli accessori. È composta da: diaframma con il suo tendine sospensore, scaleni, gran dentato, sternocleidomastoidei, e piccolo pettorale

Catena posteriore (immagine 2): permette la stazione eretta contrastando la forza di gravità. È composta principalmente da:spinali, grande gluteo, pelvi-trocanteri, ischio-tibiali, popliteo, soleo e plantari.

Catena antero-inferiore (immagine 3): Assicura la sospensione prendendo appoggio su punti fissi superiori. Composta da: scaleni ed intercostali che mantengono il torace, sistema fibroso profondo che tiene sospeso il diaframma e la massa viscerale, psoas, adduttori, muscoli anteriori della gamba

 

DINAMICA

Catena superficiale posteriore (immagine 4): influisce sulla postura durante i movimenti sul piano sagittale

Catena miofasciale superficiale frontale (immagine 5): bilancia la catena superficiale posteriore influisce sulla dinamica posturale postura nei movimenti sul piano sagittale e protegge gli organi addominali.

Catena miofasciale profonda frontale (immagine 6): assume un ruolo prioritario nel supporto posturale inerente i movimenti su tutti i piani dello spazio.

Catena laterale (immagine 7): gestisce la dinamica posturale nei movimenti relativi al  piano frontale.

Catena miofasciale a spirale (immagine 8 ): relativa al controllo posturale nei tre piani dello spazio.

Come si intuisce, a tal proposito, una problematica, anche se distale rispetto alla sintomatologia riferita, può facilmente inficiare la meccanica cervicale con tutte le problematiche ad essa correlate.

Generalmente i pazienti hanno un’età compresa tra i 35 ed i 45 anni, un’occupazione sedentaria con un monte ore giornaliero non inferiore alle 8/10, non frequentano una palestra, oppure svolgono attività non idonee (o meglio non compensative) alla reali necessità.

Clinicamente i soggetti, non riferiscono una particolare rigidità anche in presenza di piccole restrizioni di movimento, ma una accentuata tensione dei muscoli del collo accompagnata dalla presenza di contratture, e dolorabilità (trigger point), palesi anche alla semplice palpazione e localizzate in maggior misura nelle zone dei trapezi e degli spleni. Spesso l’esame radiografico non evidenzia anomalie di rilievo, e di conseguenza vengono, non di rado, associate terapie inidonee. Utile sarebbe a tal proposito il praticare un esame baropodometrico e/o podoscopico.

In relazione alle abitudini maggiormente influenzanti la fisiologica “omeostasi posturale” si evidenziano, nei pazienti, atteggiamenti quali:

  • stare al computer con lo schermo non centrato ma posto lateralmente e ad una altezza non consona
  • tenere le gambe accavallate mentre si è seduti alla scrivania, o peggio, essere in appoggio su una sola natica
  • mantenere la cornetta del telefono stretta tra la spalla e il collo durante lo svolgimento di altre attività
  • sedersi senza appoggiarsi allo schienale della sedia
  • dormire con due cuscini, o comunque con un cuscino non adeguatamente imbottito
  • usare borse, strumenti, e quant’altro utilizzando un appiglio (tracolla) monolaterale
  • la pratica, sporadica, e non corretta di alcuni sport senza una adeguata preparazione
  • lo stare seduti con il portafogli nella tasca posteriore dei pantaloni
  • la non corretta regolazione del sedile durante la guida
  • il sollevare carichi in malo modo
  • l’allattamento senza l’ausilio degli specifici presidi del caso (cuscino)

Sintomatologia:

  • dolore al collo
  • cefalea muscolo-tensiva
  • emicrania
  • dolore dorsale
  • dolore ad una o ad entrambe le spalle
  • fastidi alla vista
  • riflesso vagale
  • bracialgia
  • sindromi pseudo-canalari

Tali sintomi risultano essere sempre presenti sotto forma di dolore oppure fastidio ricorrente che si accentua nello svolgere una o più attività determinate.

Il trattamento Osteopatico. Consiste, innanzitutto nel cercare di lenire le tensioni muscolari attraverso tecniche dolci quali miofasciali e/o mio tensive. In un secondo momento vanno ricercate, e possibilmente corrette, talune restrizioni di movimento legata ad una limitazione della meccanica vertebrale. In tal caso l’operatore potrebbe valutare l’applicazioni di tecniche ad energia muscolare (con partecipazione attiva del paziente) oppure tecniche trust.

Il terzo step consiste nel ricercare ingerenze distali sia somatiche che viscerali, e nel contempo cercare di correggerle mediante “manipolazioni” mirate.

Ultimato il trattamento, al soggetto non resta che affidarsi ad una allenatore (personal trainer preferibilmente) per l’attuazione di programmi ed esercizi tesi al mantenimento del risultato terapeutico e/o al miglioramenti di eventuali parametri non trattabili manualmente. A tale riguardo andrebbero praticati esercizi di:

  • stretching globale attivo
  • mobilizzazione articolare
  • auto elongazione
  • propriocezione
  • respirazione
  • rinforzo muscolare

Ovviamente il percorrere l’iter appena descritto dovrebbe necessitare di beneplacit del medico di fiducia, il quale dopo aver escluso la presenza di reali patologie con diagnosi differenziata potrebbe continuare a seguire i progressi del proprio paziente attraverso la collaborazione di un osteopata.

 

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