Sindrome della banderella ileo-tibiale: dolore alla parte esterna del ginocchio

7 aprile 2009

banderella-iliotibialeREGIONE ATOMICA
La benderella, o tratto, ileotibiale è il tendine comune di due muscoli:
  1. il grande gluteo
  2. muscolo tensore della fascia lata (TFL).

Si inserisce sulla faccia esterna della tibia, subito al di sotto dell’articolazione femoro-tibiale. Nel suo decorso, essa passa superficialmente ad una protuberanza ossea detta epicondilo femorale laterale, da cui è separata, onde facilitarne lo scivolamento, da una borsa sierosa di scorrimento, o meglio, anatomicamente parlando, da una emanazione della sinoviale articolare avente funzione di borsa.

ANATOMIA
Il muscolo grande gluteo: è il più superficiale e sviluppato dei muscoli della regione glutea. E’ coperto dalla fascia glutea superficiale e in posizione eretta riveste la tuberosità ischiatica (mentre nella posizione seduta la lascia libera). In relazione alla sua origine si distinguono 2 parti

  1. una superficiale che origina dal labbro esterno della cresta iliaca, dalla spina iliaca posteriore superiore, dalla fascia toracolombare (o lombodorsale), dalla faccia posteriore dell’osso sacro e dal coccige.
  2. una profonda che origina dall’ala dell’ileo, dietro la linea glutea posteriore, dal legamento sacrotuberoso (o sacroiliaco) e dalla fascia del muscolo medio gluteo .

Questi numerosi fasci convergono verso il basso per inserirsi nei pressi della line aspra del femore. In particolare la sua parte prossimale si irradia nel tratto ileotibiale della fascia lata mentre la parte distale si inserisce alla tuberosità glutea (ramo laterale della linea aspra del femore). Con la sua azione estende e ruota lateralmente (extraruota) il femore.
A causa delle sue diverse inserzioni può funzionare sia come adduttore che come abduttore. La parte superiore (che si irradia nella fascia lata) abduce, mentre la parte inferiore (che si inserisce alla tuberosità glutea), la più sviluppata delle due, adduce.

Il muscolo tensore della fascia lata: è un muscolo fusiforme situato nella regione antero-laterale della coscia. Origina dall’estremità anteriore del labbro esterno della cresta iliaca, dalla spina iliaca anteriore superiore (e dalla incisura sottostante) e dalla faccia superficiale del muscolo medio gluteo.
Si inserisce al condilo laterale della tibia con un tendine che all’unione del terzo superiore con il terzo medio della coscia si fonde con la fascia femorale formando il tratto ileotibiale. Con la sua azione tende la fascia lata e abduce la coscia. Essendo un muscolo biarticolare ha anche una debole azione estensoria della gamba sulla cosia. Contribuisce a mantenere il valgismo fisiologico del ginocchio e una sua lesione o debolezza può comportare la comparsa di varismo.

EZIOPATOLOGIA
La sindrome della benderella ileotibiale è di fatto una borsite, cioè un’infiammazione della borsa sierosa di scorrimento cagionata dal ripetuto dislocamento del relativo tendine al di sopra dell’epicondilo femorale laterale, che viene, letteralmente, scavalcato durante i movimenti di flesso-estensione del ginocchio. Quindi si noterà:

  • che a ginocchio esteso il tendine allocherà davanti all’epicondilo,
  • che a ginocchio flesso si troverà dietro all’epicondilo

Questa particolare condizione non riproduce per l’appunto una borsite, poichè non interessa una borsa propriamente detta, si preferisce considerarla, quindi, una sindrome piuttosto che una borsite. Esse si manifesta principalmente come patologia da sovraccarico in:

  • maratoneti
  • calciatori
  • giocatori di basket
  • giocatori di rugby

In aggiunta vi sono condizioni particolari che rappresentano una importante causa scatenante:

  • Il ginocchio varo è un fattore predisponente abbastanza importante, perchè determina una tensione della benderella “costituzionalmente” aumentata.

SINTOMATOLOGIA
La SBI si manifesta, in principio, con un dolore sulla parte laterale del ginocchio. Questo sintomo compare in genere dopo

  • una camminata sostenuta
  • una corsa, anche se non particolarmente prolungata

Il dolore può durare anche molte ore rendendo difficoltosa altresì la semplice deambulazione, con difficoltà a poggiare correttamente il piede al terreno. In fase acuta possono insorgere ulteriori limitazioni di ordine motorio

  • scendere le scale può essere molto doloroso.
  • percorrere una strada in discesa può rivelarsi una impresa

GLI ESAMI DIAGNOSTICI
La diagnosi è esclusivamente clinica a mezzo di osservazione, test, e palpazione. A conferma di una sospetta incidenza, può essere utile un’ecografia, al fine di palesare le caratteristiche alterazioni bursali:

  1. versamento
  2. edema
  3. tumefazione localizzata

In alcuni casi è possibile notare un anomalo conflitto tra epicondilo e benderella nei movimenti di flessoestensione, questo durante una ecografia dinamica.
Questa sindrome, poichè presente rapporti diagnostici differenziali con altre affezioni intra-articolari (es. lesione del menisco laterale), può richiedere indagini aggiuntive maggiormente dettagliate (risonanza magnetica) per raggiungere una diagnosi di certezza.

TERAPIA
Il trattamento di questa sindrome, come tutte le patologie infiammatorie da sovraccarico, necessità, in fase acuta, della sospensione dell’attività fisica, e lavori pesanti, per alcune settimane, e dell’applicazione crioterapica (ghiaccio) a periodi alterni.
Quando questi presidi non risultino essere sufficienti alla risoluzione del disturbo, bisogna ricorrere a programmi terapeutici specifici:

  • Tecniche miotensive sull’intera muscolatura della pelvi
  • Tecniche miotensive, ad energia muscolare, e se il caso lo richieda, ischemiche sul m. grande gluteo
  • Tecniche miotensive, ad energia muscolare, e se il caso lo richieda, ischemiche sul m. TFL

Non vanno comunque trascurati i muscoli addetti alla flessione, ed all’estensione del ginocchio nonchè quelli aventi peculiarità varizzante, o valgizzante. Sarà il terapeuta, a seconda della casistica, a valutare il dove, il come, e il quando.

RIABILITAZIONE
Segue al programma terapeutico una corretta attività motoria, svolta nel rispetto un training bilanciato che miri ad una rieducazione fisiologica dell’articolazione, e della funzionalità muscolo-tendinea. L’allenamento dovrà constare di:

  • Stretching globale (pelvi \ arti inferiori)
  • Stretching specifico (m. grande gluteo \ m. TFL)
  • Mobilizzazione articolare
  • Propriocezione e rieducazione alla deambulazione

Raramente la sindrome della benderella richiede un trattamento invasivo: nel caso in cui vi sia un’alterazione anatomica, importante, del tendine, risulta utile una consulenza chirurgica onde, scongiurare (quando possibile) o procedere (solo quando necessario) ad un release chirugico della porzione di tendine conflittuante con l’epicondilo.

 

blog: http://francescobarbato.blog.com

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18 Risposte a “Sindrome della banderella ileo-tibiale: dolore alla parte esterna del ginocchio”

  1. francesco zuccaro ha detto

    Buon giorno Sig. Barbato, da due anni ho anchio il problema alla banderella, sono arrivato pure ad operarmi al menisco pensando che fosse quello il problema, ma invece no.Ho fatto diverse terapie( tekar,laser,ultrasuoni,tens)ma senza nessun risultato, mi calmava il dolore, ma appena riprendevo l’attivita’ sportiva(calcio)dopo5-6 minuti di corsa mi dovevo fermare.Non sò piu’di chi fidarmi, e non poter fare attivita’ sportiva mi rattrista.Certo di una sua risposta la saluto.

    • Questa particolare sindrome ha, per quanto ne so, una origine multifattoriale, ma per riscontro posso dirle che: in uno sportivo agonista si manifesta, quasi sempre, per uno spropositato affaticamento dei muscoli rotatori esterni del femore ed abduttori della coscia (spesso anche degli estensori del ginocchio), mantre comunemente può essere dovuta ad un vizio posturale o ad una disfunzione della deambulazione. Gli unici suggerimenti che posso darle, in base alla mia esperienza sono: il riposo, lo stretching (meglio se seguito da un tecnico), l’uso di calzature adeguate, ed il rivolgersi ad un osteopata che, avendo una visione olistica, potrà, magari, individuare la causa scatenante. Ovviamente ciò va fatto nel rispetto delle indicazioni terapeutiche del suo medico di fiducia.
      Sperando di esserle stato utile, la saluto, e le auguro una pronta guarigione.

  2. Massimo Squillace ha detto

    Gent. Sig. Barbato, ho trovato questo suo interessante articolo mentre ricercavo suggerimenti su come accelerare il recupero del mio ginocchio sx, che ormai piu` di 4 mesi fa e` stato sottoposto ad artroscopia per una meniscopatia laterale.

    Premetto che gioco da diversi anni a squash senza mai aver avuto problemi, ma purtroppo a fine febbraio ho cominciato ad avere un bruciore persistente al ginocchio, che dopo risonanza magnetica e` stato imputato alla meniscopatia.

    L’intervento di fine maggio (lista d’attesa …) ha rimosso il bruciore ma dopo un paio di mesi, visto il perdurare di un leggero gonfiore e previo artrocentesi di una piccola quantita` di liquido sinoviale limpido, mi e` stata fatta una piccola infiltrazione di cortisone che ha definitivamente sgonfiato l’articolazione.

    Ho continuato ad allenare i muscoli della gamba, con l’obiettivo di riacquistare il tono muscolare perduto, ma dopo circa una settimana dall’infiltrazione ho comincito ad avvertire un dolore al ginocchio esterno che, nonostante un periodo di stop di circa un mese ad agosto, continua tuttora.

    L’ortopedico mi ha diagnosticato la sindrome della banderella, ed ho appena finito un ciclo di ipertermia associata a massaggio trasverso profondo, alla crioterapia (gia` regolarmente impiegata nel decorso post-operatorio) ed all’assunzione di FANS (Celebrex 200) – senza pero` risolvere il problema.

    Normalmente cammino senza difficolta`, ma appena sbilancio il ginocchio, provo uno spostamento laterale, accenno uno scatto o una frenata “vedo le stelle”; quando mi fermo il dolore scompare.

    Vorrei ricominciare l’attivita` agonistica, ma il problema e` a tutti gli effetti invalidante ed il suo perdurare mi preoccupa … cosa altro tentare?

    Il mio ortopedico ha accennato alla possibilita` di una nuova infiltrazione di cortisone, ma preferirei evitarla per timore di indebolire le fasce tendinee del ginocchio. Il ricorso al taping puo` essere utile in questa circostanza?

    Cordiali saluti.

    • Gentile lettore.
      Questo genere di sindrome ha, purtroppo, nel suo caso, un decorso decisamente lungo, essendo interessato un tessuto alquanto fibroso, e di conseguenza non facilmente trattabile. Probabilmente l’intervento al ginocchio a, in qualche modo, alterato la fisiologica biomeccanica articolare, andando a limitare, forse, alcuni micromovimenti. Tale condizione potrebbe aver inciso, negativamente, sulla deambulazione cagionando il quanto. Il taping dovrebbe alleviare i sintomi, ma bisognerebbe risalire alla effettiva causa. Il suo ortopedico conoscerà sicuramente il caso nei minimi particolari, quindi ritengo che lei possa dargli piena fiducia. Ovviamente, data la situazione, potrebbe chiedere il parere di un Osteopata, che, avendo una visione olistica della cosa, potrebbe risalire alla causa cercando di ovviarne le ripercussioni.
      Per quanto concerne l’attività fisica, si concentri, a mio giudizio, sull’allungare la muscolatura abduttoria, extrarotatoria del femore, ed estensoria del ginocchio sensa, però, trascurare gli IPT (bicipite femorale, semitendinoso, e semimembranoso).
      Sperando di esserle stato utile la saluto

  3. tommaso ha detto

    gentile dott.barbato ad inizio ottobre fino a fine novembre facevo in media 45 55 minuti di corsa al giorno senza alcun problema anzi con perdita di peso e alleviamento di dolori cervicali stavo da dio.
    poi ho fatto uno stop di 3 settimane causa influenza poi ho ricominciato ed ho incominciato ad avvertire un dolore alla parte esterna del ginocchio sinistro sono ambidestro che mi perseguita scomparendo e ricomparendo soprattutto quando scendo le scale sono fermo da 2 settimane metto tutti i giorni fastum gel ma senza alcun beneficio o pochissimo sono stato da un ortopedico a mio parere incompetente che sospetta menisco laterale ma nn ho preso nessun tipo di trauma e nn ho gonfiore cosa mi consiglia? voglio correre sono disperato…….. la ringrazio anticipatamente tommaso caserta

    • Gentile Tommaso

      Io non trascurerei le indicazioni dell’ortopediaco che ti ha visitato. Le meniscopatie hanno origine multifattoriale, e comunque la corsa ha un discreto carico traumatico sull’articolazione del ginocchio. In più, da quanto mi racconti, hai cominciato a correre da poco tempo magari in condizioni fisiche non proprio perfette (la corsa, per quanto possa apparire di semplice approccio, richiede una preparazione fisica non indifferente, e soprattutto l’assenza di disfunzioni muscolo-scheletriche che spesso si ognora di avere), questa condizione potrebbe aver gravato in modo eccessivo sui muscoli e legamenti degli arti inferiori. Ti suggerisco un periodo di riposo, un riscontro con quanto ipotizzato dall’ortopedico (magari chiedendo un secondo parere), e soprattutto un periodo di adeguata preparazione prima di ricominciare a correre:

      Stretching dei muscoli flessori plantari, flessori del ginocchio ed estensori dell’anca, adduttori ed intrarotatori del femore, abduttori e rotatori esterni del femore.
      Rinforzo statico ed isometrico dei muscoli estensori del ginocchio, dei muscoli addominali e glutei
      Rinforzo concentrico (negli ultimi 30° di estensione) dei muscoli estensori del ginocchio
      Rinforzo eccentrico degli stessi
      Training propriocettivo

      Ovviamente prima di ricominciare richiedi il parere del tuo medico di fiducia. Ti suggerisco anche una indagine posturale.

  4. Francesca Castagnetti ha detto

    Gent.mo Dott. Barbato,

    le scrivo per sottoporle il mio caso.
    Pratico attivita’sportiva con regolarita’ e grande passione, in particolare nuoto, corsa e bici. Ho 33 anni, corporatura minuta e non ho mai avuto nessun problema a livello fisico.
    Ho notato che quando corro distanze lunghe (>15 km) si sviluppa una sensazione di bruciore intenso internamente al ginocchio e una sensazione di rigidita’ nel movimento(il bruciore e’ localizzato dietro alla rotula in maniera equivalente per entrambe le ginocchia). Il bruciore continua per un giorno circa dopo l’attivita’ sportiva.

    E’ una cosa che potrebbe dipendere semplicemente dallo sforzo e dalla durata. Tuttavia inizio a pensare che sia piu’ saggio’ ricevere un consiglio da uno specialista. Potrebbe darmi un’ idea di cosa potrebbe essere, un parere sulla gravita’ del sintomo e se secondo Lei e’ consigliabile/necessario approfondire?

    Grazie molte
    Francesca

    • Gentile Francesca

      Purtroppo le informazioni che mi dai non sono relativamente sufficienti da poter sviluppare una ipotesi inerente il tuo problema. Un consulto fisiatrico oppure osteopatico potrà sicuramente far maggiore chiarezza (magari con una RMN alla mano). Azzardando, per esperienza con atleti podisti, potrei pensare ad un interessamento del legamento rutuleo (continuazione di quello del quadricipite), magari inerente la catena ascendente, quindi originato dai piedi o dalle caviglie). In tal caso basterebbe un po di riposo, un training specifico di stretching per i muscoli flessori plantari del piede, flessori del ginocchio ed estensori dell’anca, adduttori ed intrarotatori del femore, abduttori e rotatori esterni del femore, tutto abbinato ad ul lavoro per rinforzare i muscoli estensori del ginocchio (staticità, isometria, concentricità negli ultimi 30° di estensione, eccentricità), ed a un training propriocettivo (cioè mirato alla percezione involontaria dello spazio). Un personal trainer esperto in materia ti potrebbe, in questo, essere di aiuto. Ti suggerisco, inoltre, una valutazione posturale globale (che interessi quindi anche l’ATM). Il tuo medico di fiducia potrà sicuramente indirizzarti alle indagini più appropriate, se necessarie, e sopratutto a professionisti esperti. Ricorda inoltre, a problematica risolta, di correre su terreni non diddestati usando sempre calzature specifiche e di praticare stretching prima e dopo l’attività

  5. Fabrizio ha detto

    Gentile Dott. Barbato,

    Corro con regolarit da circa 6-7 mesi, in concomitanza con una dieta iniziata alla fine dell’estate e che mi ha portato a perdere una decina di chili.
    Sono alto 1,87 e ora peso circa 81 chili.

    Con una frequenza di 3/4 uscite alla sett. sono arrivato a coprire distanze di circa 15km.
    Nell’ultima uscita che sono riuscito a fare, circa un mese fà, improvvisamente ho avvertito un forte dolore che partiva dalla parte esterna del ginocchio e scendeva verso la caiglia.

    Il dolore è durato un po’ di giorni, finchè ho deciso di rivolgermi ad un amico fisioterapista.

    In questi giorni il dolore era fortemente localizzato sulla parte esterna della caviglia sopra al calcagno, il fisioterapista tramite palpazione ha riscontrato un infiammazione tendinea che ha trattato manualmente e consigliandomi crema all’arnica per disfiammare.

    Dopo circa una settimana di riposo, nonostante il dolore persistesse tramite palpazione, sono riuscito a riprendere un allenamento, che ho però dovuto interrompere dopo pochi km per lo stesso dolore alla parte esterna del ginocchio.

    Mi sono rivolto di nuovo al fisioterapista che mi ha riscontrato un’infiammazione alla banderella del trtto iliotibiale, effettivamente il massaggio applicato è stato molto doloroso.

    A distanza di un mese, non riesco ancora a correre più di 15 minuti e una delle cose che mi preoccupa di più è una forte “scossa” che sento quando mi inginocchio a giocare con mio figlio all’altezza della banderella, è veramente forte e il dolore persiste per alcuni minuti..

    Mi consiglia qualche approfondimento?

    La ringrazio.

    • Gentile Fabrizio.
      Se hai ottenuto giovamento dai trattamenti effettuati del tuo fisioterapista, probabilmente quanto ti ha detto risulta plausibile, In aggiunta ti suggerisco di praticare dello stretching indirizzato principalmente a glutei, TFL, e compartimento rotatorio esterno, nonchè tricipiti surali, flessori delle dita e peronieri. Una valutazione posturale farebbe maggior chiarezza onde cercare di risalire all’effettiva causa del problema. Non dovresti ricominciare gli allenamenti, a mio giudizio, sino alla totale scomparsa del dolore (anche al tatto), e comunque questi andranno ripresi con molta gradualità. In ultimo non trascurerei di chiedere un parare fisiatrico, oppure osteopatico magari con una ecografia alla mano.

      • Fabrizio ha detto

        Gentilissimo Dottore,
        innanzitutto,la ringrazio per i consigli ricevuti, che ho cercato i mettere in atto ma con scarsi risultati.
        Sono arrivato al punto che, nonostante un riposo che ormai si prolunga da alcune settimane, a non sopportare neanche una corsetta di 20 metri, il dolore si presenta subito.
        Nel frattempo ho esguito una eco e una risonanza al ginocchio interessato.
        L’eco non ha rilevato nulla di anormale, la risonanza ha rilevato che il menisco mediale presenta un piccolo focolaio degenerativo al corno posteriore senza immagini di rotture.

        La mia domanda è: questa minima lesione, può provocare questo dolore alla parte esterna del ginocchio?
        e soprattutto, ha qualche correlazione con la sensazione di strappo (scossa) che provo nell’area esterna della rotula quando faccio pressione sulla parte anteriore del ginocchio (specialmente quando mi inginocchio)?

        La ringrazio.

  6. Sergio ha detto

    Gentile Dott. Barbato,

    se possibile vorrei approfittare della sua estrema competenza.

    Premetto che ho 27 anni, fisico robusto e non ho mai avuto problemi particolari alle ginocchia ed alle gambe in generale, che tra l’altro non presentano nè valgismo nè varismo.

    Circa un mese fa mi sono trovato a fare una corsetta leggera, quella da riscaldamento per intenderci, dopo parecchi mesi che non praticavo alcuna attività, corsa compresa. Dopo qualche minuto, senza aver avuto nessun trauma, ho cominciato ad avvertire un dolore crescente nella parte esterna-anteriore del ginocchio sx che mi ha costretto alla fine a fermarmi; anche camminare era doloroso e la cosa strana era che il dolore non era presente nè alla completa estensione nè alla completa flessione del ginocchio ma solo nei primi gradi di flessione.
    Nei giorni seguenti ho cercato di non affaticare il ginocchio in quanto sentivo sempre un minimo fastidio dopo pochi passi e soprattutto salendo e scendendo le scale.

    L’altro ieri dopo una camminata di un’ora e mezza di nuovo lo stesso dolore che si intensificava fino ad impedirmi praticamente di camminare.
    In Ospedale, ovviamente, tutto di fretta, poco ascolto, RX e tutto normale: a casa con ginocchiera, antidolorifico e 5gg di riposo.

    Mi sono informato (sono sempre stato molto vicino alla medicina per passione) e secondo me ho la sindrome della banderella ileo-tibiale: secondo lei cosa dovrei fare? E’ possibile che sia qualcos’altro? Le modalità e i sintomi mi farebbero escludere danni ai menischi, o altre patologie del ginocchio. Cosa ne pensa?

    Grazie mille per la sua cordiale risposta.

    Sergio

    • Gentile Sergio
      Se si tratta di stress infiammatorio della banderella ileotibiale, una visita ortopedica con relativa ecografia dovrebbe far luce. Per esperienza ti dico che, talvolta, la sintomatologia di cui mi riferisci può risultare imputata anche ad una problematica meniscale riferita non tanto ad una lesione, ma ad un problema che si evince solo in dinamica (articolando il ginocchio), es sublussazione o alterazione biomeccanica.
      Nel caso in cui si evinca sindrome infiammatoria potrei suggerirti dello stretching mirato principalmente ai muscoli:

      TFL
      Grande gluteo e rotatori esterni dell’anca
      Estensori e flessori del ginocchio
      Flessori delle dita dei piedi e peronieri
      Tricipiti surali

      Nel caso in cui, diversamente, il problema sia relativo al menisco, oltret allo stretching di cui sopra ti suggerisco di rinforzare anche i muscoli estensori del ginocchio con un training inizialmente isometrico, poi concentrico, ed infine eccentrico, senza trascurare un buon lavoro propriocettivo, in tale fase un trainer esperto potrebbe rivelarsi utile. In ultimo, non trascurerei una indagine posturale.
      Non dimenticare, comunque di far sempre riferimento al tuo medico di fiducia

  7. Cinzia ha detto

    Gentile Dott. Barbato,
    sono una donna di 31 anni con peso nella norma e da alcuni anni corro. Ho sempre corso così per piacere ma quest’anno ho come obiettivo la maratona di Milano, quindi ho iniziato ad allenarmi un pò più seriamente e da li sono iniziati i problemi.
    Durante una corsa ho preso una buca e da li il mio ginocchio destro ha iniziato a farmi male, non sempre ma dopo circa 45m di corsa. Mi fa male lateralmente e si acuisce quando faccio le salite o discese, specie le scale.
    Ho fatto una risonanza e questo è l’esito:
    Non versamento endoarticolare.
    Normalità dei menischi, del pivot centrale, dei collaterali e dell’apparato estensore.
    Edema tissutal pre-rotueleo.
    Sclerosi sottocorticale dell’emipiatto tibiale interno.
    Normalità dellla femoro-rotulea;rotula in asse.
    Rotula in asse.
    Non espansi in ambito popliteo.
    Ho assunto antiinfiammatori e sono stata ferma per 2 settimane. Ieri ho riniziato a correre e dopo 10m ha iniziato subito a farmi male il ginocchio, con l’aggiunta di un dolore alla caviglia esterna destra e del gluteo destro.
    Mi sono fatta visitare anche da un chiropratico ma il ginocchio non ha niente…
    Cosa mi consiglia di fare?
    Ho notato che facendo stretching il dolore passa ma appena piego il ginocchio torna.
    Grazie

    • Gentile Cinzia

      Io prenderei in esame una baropodometria (analisi dell’appoggio e del passo), continuerei con lo stretching, mirato maggiormente a muscoli glutei, tensore fascia lata, flessori dell’anca, ed estensori/flessori del ginocchio. Potresti anche provare a far trattare la parte dolente (ovvero glutei e TFL) in modi fasciale e/o miotensivo, e/o in compressione ischemica. Un osteopata dovrebbe poter esserti di aiuto.

      • Cinzia ha detto

        Buongiorno dottore e grazie della risposta,
        la baropodometria l’ho giò effettuata quando
        ho comprato le scarpe da running ed è risultato
        che sono iperpronatrice. Il dolore non sta
        passando anzi ha volte ho proprie vere fitte che
        mi partano dal ginocchio fino al gluteo che
        mi fanno accasciare a terra.
        Lei ha per caso degli esercizi di streching da
        suggerirmi per le parti da lei indicate?
        Grazie ancora

  8. Pasquale ha detto

    Gentile Dott. Barbato,
    Ho 37 anni e negli ultimi anni ho praticato spinning.
    Attualmente corro 9 km 3 volte a sett. ma non correndo da anni ho sempre dolorini vari alle ginocchia. Recentemente facendo un test sui 2000m ho esagerato e credo di avere la sindrome della benderella con leggero dolore al menisco laterale esterno del ginocchi dx.
    A riposo non ho fastidi, questi si evidenziano solo dopo 10min di corsa o scendendo le scale.
    Ora applico il Voltaren gel.
    Le chiedevo: una causa può essere il fondo leggermente inclinato sul quale corro (argine del tevere)?
    Posso praticare ciclismo durante lo stop ?
    Indicativamente quante settimane di stop sono consigliate ?
    Grazie

    • Gentile Pasquale

      Sicuramente l’aver corso in pendenza laterale può aver cagionato, oppure aggravato una situazione latente dovuta magari ad un vizio posturale oppure ad una eterometria strutturale….ma questo dovrebbe valutarlo un posturologo. Il periodo di stop dipende dal grado dell’infiammazione, ma potrebbe divenire molto lungo qualora la vera causa del problema non si evinca. Prova a praticare dello stretching ai muscoli: glutei, tensore della fascia lata, e flessori dell’anca. Prendi in considerazione l’opportunità di una indagine posturale, e non dimenticare di rivolgerti akl tuo medico di fiducia per ogni dubbio.

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